Anno 2050: la Vision del futuro per il settore delle costruzioni

Industry Vision 2050

Ti è capitato di pensare a come sarà il futuro del settore delle costruzioni?

Attenzione, non sto parlando del futuro prossimo – né domani, né la prossima settimana – bensì di quello con la F maiuscola!

Bene, se la risposta è sì sono certo che apprezzerai questo post.

Il mio obiettivo per queste righe è farle risultare sempre attuali sia che tu lo legga oggi nel 2018 che nel 2022 o perfino oltre.

E questo perché voglio scattare un’istantanea delle idee di alcune menti illuminate che oggi guardano lontano, prendendo spunto dal nuovo documento del World Economic Forum intitolato Infrastructure and Urban Development – Industry Vision 2050.

Ecco il Futuro con la F maiuscola – chiudiamo gli occhi ed immaginiamo il 2050!!

UNA FOTOGRAFIA PER RIFLETTERE SUL FUTURO DELLE COSTRUZIONI

Già so cosa stai pensando: “Suvvia Davide il 2050 è troppo lontano! Meglio pensare all’oggi visto che fatichiamo a trovare un lavoro soddisfacente…”.

Comprensibile la forte tentazione di non pensarci e tenere i piedi per terra.

Chi fa business nel settore ha vita dura portare a casa i soldi dei lavori completati…  pensare al Futuro non è per nulla facile.

Ma ti invito a rimanere con me, fare un bel respiro e continuare a leggere.

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Scoprirai infatti che “guardare” al Futuro può aiutare a riflesse su quali azioni intraprendere oggi, e che quanto scriviamo in questo blog ha un suo perché.

Dove sta andando il settore delle costruzioni?

Ho già avuto modo di scrivere sul tema del futuro delle costruzioni in due articoli di questo blog.

Nel primo abbiamo parlato della stagnazione nella crescita del settore e di come sia necessario reinventare le costruzioni basandoci sul report del Mc Kinsey Global Institute.

Nel secondo abbiamo analizzato il dossier Shaping the Future of Construction sempre del World Economy Forum in collaborazione con il Boston Consulting Group e di come il cambio culturale sia una tappa necessaria per la svolta tecnologica nel nostro settore.

Il titolo di questo Report – Industry Vision 2050 – mi ha fatto porre diverse domande.

Una in particolare, con brivido finale:

“ma sono veramente convinto di essere sulla strada giusta studiando l’approccio lean e sfidandomi con la scrittura di questo blog?”

Ho deciso di correre comunque il “rischio” di scoprire una risposta negativa e mi sono messo a leggere attentamente…

Vision 2050: premessa

La crisi degli ultimi anni ha segnato tutti noi al punto tale che abbiamo perso fiducia nella classe che consideriamo d’elitè, ovvero quella che tira le fila del mondo.

Sappiamo ormai che occorre prestare molta attenzione anche nei confronti delle previsioni dei più grandi esperti (economisti) mondiali.

Questo perché il futuro è imprevedibile: cio che è  indispensabile è sviluppare la capacità di adattarsi, ad ogni circostanza.

Quindi anche questo report legato al nostro settore – che ci parla di una visione al 2050 – va letto cercando di essere il più oggettivi possibili, tenendo i piedi ben saldi a terra.

Ma detto ciò, sono altrettanto convinto che alla fine sono loro quelli che hanno l’opportunità di ascoltare diversi punti di vista (e vari network di persone) quindi anche nel dubbio è comunque meglio leggere quel che hanno da dire.

L’importanza del settore delle costruzioni nel futuro

Il primo importante punto che il WEF (World Economic Forum) affronta riguarda il cambio di paradigma del settore delle costruzioni:

non basterà più produrre qualcosa che sia solamente utile al business, ma sarà necessario che il settore metta in primo piano e quindi contribuisca al benessere della società.

Ovvero lavorare perché le persone e le comunità vivano meglio: non solo crescita, anche benessere.

Molte decisioni saranno prese dai software di intelligenza artificiale sulla base delle esperienze pregresse, lasciando alle persone i lavori di qualità in cui viene richiesta la sensibilità umana.

Un settore che sarà meno grigio e più verde, ovvero costruzioni più ecosostenibili e a impatto ambientale ridotto, come stabilito dalle Nazioni Unite secondo i prefissati obiettivi di sostenibilità (Sustainable Development Goals – SGDs).

Obiettivi sui quali il settore ha un forte impatto, motivo per cui noi, in qualità di rappresentati del settore delle costruzioni, diventeremo sempre più importanti anche per il futuro del pianeta.

Interessante (e sfidante), non trovi?

Ma come si traduce tutto questo nei fatti?

I 9 pilastri per le costruzioni del futuro

Il WEF ha individuato 9 pilastri – ovvero 9 obiettivi chiave – che se raggiunti porterebbero il settore a quel livello necessario per il soddisfacimento del benessere della società.

Il settore delle costruzioni dovrebbe così essere:

  1. Collaborativo e corretto
  2. Performance-based (approccio basato sulle performance)
  3. Human-centred (approccio basato sull’uomo)
  4. Olistico e sistemico
  5. Intelligente ed interconnesso
  6. Sostenibile e conveniente
  7. Salutare e sicuro
  8. Con visione a lungo temine
  9. Reattivo e responsabile

Lo so, un elenco con più di tre punti è già troppo lungo.

In effetti la tentazione di saltare in fondo alla lista è forte, ma in questo caso ti invito a fermarti un attimo e rileggerla cercando di trovare i punti di contatto con la lean construction.

Sono tutti punti “tosti”, ognuno di essi si porta dietro una grande mole di lavoro…

Gli obiettivi in cui NON è coinvolta la lean

Riletto l’elenco? Hai provato ad individuare i punti nei quali l’approccio lean viene coinvolto?

Già, perché se l’approccio Lean Construction – il motivo per il quale tu stai leggendo queste righe – non dovesse fornire alcun apporto pratico a questi obiettivi avrei solo due strade da percorrere: chiudere subito il blog oppure considerare i i tizi del WEF dei ciarlatani e tirare dritto per la mia strada.

Ovviamente la prima opzione non è contemplabile 😉

Ok ok, torniamo seri.

C’è un solo punto dell’elenco in cui non vi è una stretta relazione con la lean (il quinto “intelligente e interconnesso”), mentre per tutti gli altri sì….

… il blog è salvo!

Gli obiettivi in cui è coinvolta la lean

Dunque, nei restanti 8 obietti l’approccio lean ci mette – diciamo così – lo zampino!

Sul blog ne abbiamo già incontrati qualcuno, che ti elenco per approfondire:

Per quel che riguarda il pilastro 3 dove si richiede l’approccio basato sull’uomo, la lean lo è praticamente per definizione in quanto si dice che

lean is all about people.

Sulla creazione di una cultura collaborativa basata sulle performance (pilastro 2), è importante sapere che le metriche sono alla base dell’approccio lean perchè possiamo migliorare solo se misuriamo in modo sistematico tutto quello che facciamo.

Lo stesso calcolo del PPC (Percentage Plan Completed) che trovi descritto nel mio Report che puoi scaricare iscrivendoti alla newsletter, ne è un esempio.

Nel capitolo dedicato al pilastro 2, viene proprio menzionata la cultura lean:

Per raggiungere la visione condivisa sia il pubblico che le società private dovranno ridefinire la cultura dell’industria dall’attuale ambiente conservativo – definito da processi e sistemi rindondanti – ad una cultura aperta e lean che elimina gli sprechi e le attività a valore non aggiunto.

Ma prima di chiudere mi vorrei focalizzare sull’ultimo obiettivo – il 9 – perché, pur essendo in fondo alla lista, non è certo da sottovalutare.

L’importanza del cambiamento

“La rapidità dei cambiamenti in corso sono quasi un’onda distruttiva, guidata dall’innovazione e dalla tecnologia. Un’onda che offre delle promesse ma richiede collaborazione, una leadership con una visione di lungo termine che assicuri a tutti gli stakeholder dei benefici ottenuti proprio grazie a questa crescita.”

Questo è il mood che si percepiva al SAIE di Bologna quest’anno.

Più che a un salone dell’edilizia sembrava di partecipare a uno sulla tecnologia con ben tre stand su sei dedicati a questi argomenti.

Tutto molto bello, ma il mondo “fuori” è pronto per tutto ciò?

A me pare ancora di no, e quindi mi pongo la domanda su cosa serva affinché lo diventi.

E proprio come viene specificato nel pilastro 9 il primo fattore necessario affinché l’industria diventi pronta è quello di avere dei leader reattivi e responsabili.

Ovvero leader che siano veloci ad adeguarsi ai cambiamenti e responsabili delle proprie azioni in un’ottica che vada oltre il proprio business.

Leader in grado di comprendere che viviamo in un mondo fatto di incertezze, volatilità e profonde trasformazioni in cui peraltro le persone desiderano riconquistare un senso di scopo.

Leader che dovranno avere il coraggio, il commitment e la capacità di ascoltare il mondo, e agire di conseguenza con una visione di sia di breve che, soprattutto, di lungo termine.

Leader che così agendo riconquisteranno la propria credibilità, persa in questi ultimi anni.

Conclusioni

Nel scrivere questo post che parla di futuro, mi sono immaginato nel 2034 – a metà strada da qui e il 2050 – a rileggere queste righe.

Mi vedo un po’ meno giovane, sempre più convinto che il tempo è una risorsa limitata e preziosa sulla quale, per usare un eufemismo, non abbiamo tanto controllo.

Percepisco la speranza che ciò che è stato scritto nel report del WEF sia corretto, perchè vorrebbe dire che ho vissuto un periodo di profonda trasformazione del settore delle costruzioni.

E così mi domando:

Cosa posso fare OGGI affinché il settore delle costruzioni possa in qualche modo raggiungere gli scopi descritti in questo articolo?

Domande come questa, a mio parere, fanno lavorare il cervello, perché  impongono di uscire dalla nostra quotidianità.

Abbiamo 9 pilastri a disposizione.

Sono tanti, ma ognuno di noi ne può sceglierne uno, quello più vicino alle proprie competenze, e decidere di approfondire il tema.

Ognuno infatti può fare la sua parte, nelle azioni di tutti i giorni.

Io ho (incosapevolmente) esagerato scegliendo l’approccio lean che mi permette di approfondire 8 punti su 9.

E, sempre mentre scrivevo questo post, mi sono convinto che non posso essere da solo ad esagerare… e così Ti propongo un’idea (per me) affascinante: creare un’Associazione che si occupi di Lean Construction in Italia.

Sarebbe un punto di incontro per chi vuole guardare e contribuire al futuro delle costruzioni.

Che ne pensi?

Se l’idea di interessa scrivimi nei commenti.

 

Davide Alesi
#ilfascinodellecostruzioni

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