Gli sprechi 7+1+1 nella Lean Construction

Sprechi nella Lean Construction

Sì, hai letto bene: gli sprechi nella Lean Construction sono 7+1+1, non ce n’è uno di troppo!

Se hai già familiarità con i concetti della Lean Production utilizzata nel settore manifatturiero, quanto scritto in questo post non sarà una novità.

Ma per me, professionista nel settore delle costruzioni,  il concetto di “sprechi” non era così scontato mentre ci veniva spiegato per la prima volta durante il corso di operation nel master che ho frequentato.

Visto che è l’abc dell’approccio Lean mi sono convinto che fosse importante scrivere un post specifico su questo tema.

Citando le parole di Socrate, posso affermare con serenità che “io so di non sapere”.

E dunque, per questo nostro viaggio nel mondo della Lean Construction, ho capito quanto fosse utile soffermarsi anche sulle basi, senza dare nulla per scontato.

Partiamo dalle basi: gli sprechi nella Lean Construction

In questo post parlo quindi di sprechi e come riconoscerli, poi successivamente ci occuperemo di come ridurli, che è il vero obiettivo da raggiungere.

Tuttavia, credo che sia utile ribadirlo ancora una volta: quella che viene definita “caccia agli sprechi” è infatti un’attività chiave per una società che vuole seguire i principi della Lean Construction.

Ma per farlo, è necessario procedere per step, uno per volta, partendo dalla consapevolezza.

Innanzitutto, cominciamo col dire che il termine sprechi non è nuovo su questo blog e ha già fatto la sua comparsa in altri post, in particolare:

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  • Nella definizione del prof. Koshela: “La Lean Construction è un approccio utilizzato nel settore delle costruzioni per implementare dei sistemi di produzione che minimizzano gli sprechi di materiale, di tempo e gli sforzi necessari generando allo stesso tempo la massima quantità di valore possibile” che ho riportato nell’articolo su Cos’è la Lean Construction.
  • Nel post Le Ragioni della Lean Construction – Parte 1, in cui la riduzione agli sprechi è classificata come il primo strumento impiegato dalle società di costruzioni che implementano la Lean Construction.
  • Ed infine in un commento del post La breve storia della Lean Construction, dove la caccia agli sprechi viene definita come la base comune tra la Lean Construction e la Lean Manufacturing.

Ed è proprio da questa base comune dalla quale voglio partire.

Fin dai primordi della Lean Production sono stati individuati 7 sprechi:

  1. Difetti
  2. Sovrapproduzione
  3. Attese
  4. Trasporti
  5. Inventario
  6. Movimenti
  7. Eccesso di procedure

A questi, successivamente ne è stato aggiunto un altro: l’inutilizzo del potenziale umano.

Ho provato a memorizzarli più volte, ma immancabilmente ne perdevo uno per strada. 🙂

Grazie ad un piacevole video su Youtube, ho trovato un aiuto per la memorizzazione di questi termini nella parola downtime, che in inglese significa “tempo di inattività”.

Non è difficile da ricordare, anche per chi non è molto familiare con la lingua in inglese.

  • D: Defect (difetti)
  • OOverproduction (sovrapproduzione)
  • WWaiting (attesa)
  • NNon use of human potential (mancato utilizzo delle potenzialità delle persone)
  • T: Transport (trasporti)
  • IInventory (inventario)
  • MMotion (movimento)
  • EExcess of Process (eccesso di produzione)

È spreco realizzare un prodotto con dei difetti perché occorre eseguire della attività aggiuntive che richiederanno probabilmente materiali, tempo e sforzi non pagati.

Lo è avere sovrapproduzione, come ad esempio un maggior numero di conci prefabbricati per timore che quelli realizzati non vadano bene.

Le attese del personale per mancanza di materiale o attrezzature e i trasporti mal pianificati sono altrettanti esempi di dispendi di risorse.

Fare troppo inventario , cioè avere materiale accatastato in attesa di essere utilizzato, è spreco anch’esso, in quanto spesso questo richiede di essere movimentato per via di lavori all’area di stoccaggio o necessità di utilizzare diversamente quello spazio.

Infine, tra gli sperperi identificati dalla Lean Production, troviamo gli eccessi di processo, che portano a dover ripetere alcune operazione più volte, oppure a trascrivere di nuovo le stesse informazioni su più documenti con destinazioni diverse.

L’ottavo spreco, aggiunto successivamente, è il mancato utilizzo delle potenzialità delle persone.

Un addetto con esperienza diretta nell’eseguire al meglio un attività che non condivide il suo know-how con i colleghi ne è un classico esempio.

Le ragioni che frenano queste buone pratiche sono molteplici, dalla mancanza di comunicazione (“nessuno mi ha chiesto nulla”) fino alle direttive di cantiere (quel “si fa come dico io” dei manager o capi-cantiere).

L’esperienza diretta

Dopo aver scoperto questi 7+1 sprechi ho provato più volte ad entrare in uno dei miei cantieri e capire dove potessero essere, salvo poi capire che è un’operazione tutt’altro che banale.

Come manager, infatti, il primo problema è che appena messo piede in cantiere si viene coinvolti immediatamente nella risoluzione dei problemi del cantiere stesso, nei problemi dei collaboratori e/o degli addetti ai lavori.

E’ una sfida che richiede competenza e metodo, ma avremo modo affrontare nei successivi post il tema di come dare la caccia a questi sprechi; per ora limitiamoci a comprendere bene quali sono.

Ah dimenticavo… a questi 7+1 sprechi, ne aggiungerei personalmente un altro (da cui 7+1+1) e lo indicherei come:

  • E Excess of mobile (eccessivo utilizzo della tecnologia mobile).

L’eccessivo utilizzo degli strumenti mobili si manifesta, ad esempio, nelle riunioni.

Queste, invece di durare il tempo necessario, si prolungano perché i partecipanti devono rispondere ad una telefonata (quasi sempre a detta loro “estremamente urgente”), oppure rispondere a messaggi o fare un giro sui Social. Perdiamo spesso il focus, e riprenderlo non è sempre così immediato.

Anche questi sono sprechi, che nemmeno esistevano ai tempi in cui sono stati “individuati” i primi 7!

Spero che questa classificazione ti sia stata utile e che ti faccia riflettere sul fatto che potremmo migliorare i nostri ambienti di lavoro se solo riuscissimo ad avere una visione un po’ più metodica.

Nel prossimo post farò una breve recensione di un libro che mi è piaciuto molto e che potrebbe esserti utile.

Puoi lasciare un tuo commento qui sotto, mi farebbe piacere potermi confrontare su questo tema con te.

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

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