LibroLean#01 le tre rivoluzioni

Costruzioni futuro

Questa è la recensione di un libro molto utile nel nostro percorso verso la Lean Construction.

Nel post precedente sugli sprechi della Lean Construction, ho anticipato che ci saremmo occupati della caccia agli sprechi in un post differente.

Mentre completavo la scrittura di quell’articolo mi è passato tra le mani un libro che ho trovato interessantissimo e molto chiaro dal titolo Le Tre Rivoluzioni, scritto da Albergo Galgano.

Ciò che, in particolare, ha raccolto la mia attenzione è il sottotitolo del libro “Caccia agli sprechi: raddoppiare la produttività con la Lean Production”, in perfetta continuità con il tema introdotto.

Per questo motivo ho deciso di anticipare un post che comunque era già stato pianificato, e con questo dare avvio ad una serie di post periodici relativi alla recensione di libri utili al nostro viaggio nella Lean Construction.

Lean Construction o Lean Production?

Come avrai notato nel sottotitolo, il libro si concentra in particolar modo sulla Lean Production.

“Come può interessarmi visto che non si tratta del settore delle costruzioni ma di quello manufatturiero?”  potresti pensare.

Come  ho già detto nel post precedente, base comune della Lean Construction e della Lean Production è proprio la caccia agli sprechi, che seppur fatta in modo di verso, mantiene di fondo la stessa filosofia.

È quindi del messaggio sottostante agli strumenti che ci dobbiamo prima occupare, ovvero di questa filosofia che accumuna i due approcci nati per due settori industriali diversi.

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Il libro, scritto nel 2002, è un fiume in piena di nozioni, ma da qui cercherò di estrarre alcuni messaggi chiave che puoi ovviamente approfondire leggendo il libro.

Il primo concetto importante è che non ci può essere caccia agli sprechi se non si attuano le cosiddette Tre Rivoluzioni – da cui il titolo del libro stesso – che richiedono un cambio di paradigma.

Il secondo è che il percorso per avviare le Tre Rivoluzioni è tutto in salita: richiede tempo e grande convinzione da parte del management.

Motivo per cui, Tahici Ohno, il fondatore del Toyota Production System e precursore della Lean Production, diceva che solo aziende in crisi potevano abbracciare la sua filosofia.

Riflettendo su quest’ultima frase penso che un settore in crisi come le costruzioni sia nelle condizioni giuste per abbracciare questo nuovo approccio.

Allora vediamo quali sono le Tre Rivoluzioni, quelle necessarie affinché la caccia agli sprechi sia efficace.

Prima Rivoluzione: Priorità Prodotto

La scelta di dare la priorità al prodotto viene definita una rivoluzione perché tradizionalmente il management delle società manifatturiere (e non solo) sono concentrate sull’organizzazione, sulle funzioni da svolgere, sugli impianti e le macchine ecc.

Dare priorità al prodotto significa ottimizzare di conseguenza i flussi con cui il prodotto è realizzato, ovvero flussi di materiale, di informazioni e dell’attività di progettazione.

Gli sprechi si nascondono dentro questi flussi e la caccia parte dalla loro analisi.

seconda rivoluzione: il sistema produttivo pulsante

È la più complessa perché coinvolge l’intera struttura produttiva in cui vanno introdotti gli approcci e le tecniche del Toyota Production System (TPS).

Il sistema produttivo pulsante comporta una struttura in sintonia con il mercato, che pulsa con esso, in aderenza con le esigenze dei clienti.

Riuscire a comprendere come questa rivoluzione possa essere applicata al settore delle costruzioni non è propriamente banale ed è forse una delle maggiori sfide che le società di costruzioni si trovano ad affrontare.

Non è ovviamente possibile descrive il TPS in un breve post come questo, ma utilizzo la seguente figura riportata nel libro solo per evidenziare come questo sia scomponibile in un basamento, due pilastri ed un architrave, proprio come una casa.

Toyota production system

Figura 1: la struttura del sistema TPS visto come una casa.

 

Il basamento è composto da strumenti e tecniche utilizzate nella Lean Production e che in patte sono utilizzabili anche nella Lean Construction.

Nel primo pilastro, composto da Jidoka – Just in Time – Heijunka, viene data importanza all’intelligenza umana, all’utilizzo dei materiali quando necessario e al livellamento della produzione.

Il secondo pilastro è composto da quattro elementi: Standardizzazione – Operator e Team – Production Preparation Process – Direzione delle Politiche.

Eccoli nel dettaglio:

  • I primi due elementi (Standardizzazione – Operator e Team) sono strettamente collegati alle operazioni produttive.
  • L’approccio 3P (Production Preparation Process) è stato messo a punto per trovare soluzioni più eccellenti per la qualità, i costi e le consegne.
  • La Direzione delle Politiche ha come obiettivo quello di concentrare le attività aziendali su un numero ristretto di priorità.

Infine sopra i due pilastri della casa TPS poggia il sistema produttivo pulsante, che abbiamo già descritto sopra, ed il Focus sulla Time Line cioè il tempo che va dal momento di un ordine cliente a quello in cui la somma di denaro corrispondente entra nelle casse dell’azienda.

Terza rivoluzione: il miglioramento rapido

La terza ed ultima rivoluzione consiste in un nuovo approccio all’azione per il quale valgono due slogan:

  1. Veloce e rozzo, non lento ed elegante
  2. Fallo e fallo subito

La logica è quindi quella di agire e provare perché rimandare un’azione impedisce di fare la cosa più importante per avere successo, ovvero fare esperienza, mettendo in conto anche gli errori.

Devo ammettere che questa terza rivoluzione è quella che tra tutte mi metterebbe in difficoltà!

Come ho avuto modo di scrivere nel mio primo post introduttivo sul perché ho aperto un blog sulla Lean Construction infatti, ciò che mi spinge è l’obiettivo di puntare a far meglio, alla perfezione, mentre la terza rivoluzione dice l’esatto opposto (fare, fare subito anche se rozzo).

CONCLUSIONE E COMMENTI

Le Tre Rivoluzioni è un libro da leggere e rileggere cercando di catapultare le riflessioni dentro le nostre realtà lavorative.

Ma non solo.

L’autore conclude con la seguente frase che dà un valore sociale, e non solo aziendale, alla caccia agli sprechi .

“La posta in sè è molto grande se si pensa alla riduzione degli sprechi raggiungibile a livello Paese, e quindi all’aumento delle risorse disponibili per migliorare la sua competitività, se queste osservazioni riuscissero a farsi strada in termini positivi nelle mente della classe dirigente”.

Parole scritte nel 2002, ma che oggi risuonano come un richiamo ancora più forte.

Mi auguro che tu possa aver trovato interessante questa recensione, puoi lasciare un tuo commento qui sotto per poterci confrontare.

Nel prossimo post vedremo insieme un’interessante analisi del settore delle costruzioni a livello internazionale con alcune considerazioni che toccano anche la Lean Construction.

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

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