LibroLean#04 Lean Thinking

Recensione Libro Lean Thinking

Cinque principi per trasformare la propria organizzazione in un una organizzazione lean.

In questo post ti farò un piccolo regalo…

Di cosa si tratta? Per festeggiare il post n° 20 di questo blog ho deciso di scrivere la recensione di un libro fondamentale per l’approccio lean.

Il libro si chiama Lean Thinking.

Lo so, ti starai sicuramente chiedendo: “ma dove sta il regalo?

Devi sapere che dal mio punto di vista questo è un libro fondamentale anche per chi lavora nel settore delle costruzioni, ma c’è un problema: per un professionista delle costruzioni è tanto – ma tanto – difficile da leggere, soprattutto la versione inglese.

Così, anzichè dedicarmi alla lettura di una delle avventure di Clive Clusser, ho deciso di studiarmi la versione inglese e regalarti gli estratti essenziali del libro.

Ho optato per il testo inglese perché volevo approfittarne per fare un po’ di esercizio visto che lavorando all’estero spesso mi capita anche di pensare in quella lingua.

Ma veniamo al libro Lean Thinking.

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Oltre a sintetizzare i cinque principi dell’approccio Lean, metterò a fuoco due punti relativi al settore delle costruzioni.

Quindi non scappare: l’approfondimento dei cinque principi per eliminare gli sprechi e creare un ambiente migliore di lavoro ti potrebbe dare interessanti spunti di riflessione…

 

COS’È IL LEAN THINKING

Secondo gli autori del libro, il Lean Thinking è

The most powerful tool available for creating value while eliminating waste in any organization.

ovvero il più potente strumento disponibile per creare valore ed eliminare gli sprechi in ogni organizzazione.

Vorrei farti notare e ribadire che si parla di “ogni organizzazione”: è per questo trattiamo la Lean Thinking anche in questo Blog che ha come target il settore delle costruzioni.

Ma veniamo alla recensione.

Si tratta di un libro pubblicato nel 1996 dagli stessi autori del precedente volume di successo dal titolo The Machine That Change the World che ho già inserito nella mia libreria personale come uno dei prossimi da leggere.

Purtroppo non ne ho ancora avuto il “coraggio” 🙂

Ne La macchina che ha cambiato il mondo, era stato coniato il termine lean production per descrivere il Toyota Production System, che abbiamo avuto modo di menzionare nel LibroLean #01 Le tre rivoluzioni.

Lean Thinking è quindi stato pubblicato più di 20 anni fa, con lo scopo di fare da “stella polare” da seguire per coloro che volessero intraprendere il cosiddetto lean journey.

Questo testo infatti presenta esempi di organizzazioni di diverse dimensioni, e da diverse parti del mondo, che hanno implementato l’approccio Lean.

 

Un libro per la manifattura ma…

Come altri processi e strumenti descritti su questo blog, il libro è basato principalmente sul settore manifatturiero, anche se ci sono due esempi delle costruzioni che ho trovato interessanti.

Tuttavia basta un po’ di sforzo di immaginazione per adattare perfettamente questi principi anche al nostro settore.

Veniamo quindi ai contenuti veri e propri del libro.

Gli argomenti principali sono suddivisi in cinque principi che ti elencherò, mettendo più a fuoco il primo ed il terzo perché dal mio punto di vista sono i più importanti.

 

Principio 1: il valore

Il valore di un bene o di un servizio è “creato” dal suo produttore.

Tuttavia non è quest’ultimo che ne stabilisce il suo reale valore, bensì lo fa il consumatore di quel bene o servizio.

Spesso, in qualità di produttori, pensiamo che il consumatore non apprezza abbastanza il nostro prodotto, soprattutto quando vediamo che le cose si mettono male.

Per questo ci arrocchiamo anche il diritto di mantenere questo atteggiamento di accusa verso i confronti del potenziale cliente, il quale a volte preferisce “scappare” da noi e dal nostro prodotto/servizio.

È ciò che ha ben compreso un imprenditore americano, per la precisione Texano, uno di quelli in stile cappello e abbigliamento alla Walker Texas Ranger.

L’imprenditore opera nel business del home building, ossia nella costruzioni di case nuove.

Costui, stanco di dedicare gran parte del proprio business ad aspettare, a rifare dei lavori e a gestire le frizioni con gli acquirenti, decise di puntare tutto sulla qualità, applicando l’approccio del Total Quality Management.

Grazie a questo approccio ha avuto la possibilità di analizzare una grande mole di informazioni su ogni aspetto del suo business.

Questo lo ha portato a comprendere come i consumatori (acquirenti) di fatto odiano dover negoziare con il costruttore, e quindi anche con lui.

E’ per questo motivo che spesso i potenziali clienti decidevano di acquistare un’abitazione usata piuttosto che costruirne una nuova.

Spostare il focus dalla parte del consumatore, per cercare di capire le sue esigenze, per comprendere cosa è valore per lui, è un esercizio tutt’altro che facile.

Mettersi nei panni di chi deve acquistare è il primo passo da fare, prima di iniziare qualsiasi attività.

 

Principio 2: il flusso del valore

Abbiamo già trattato questo principio, anche se da una diversa angolazione, negli articoli Gli sprechi 7+1+1 nella Lean Construction e Individuare le attività a valore aggiunto per eliminare gli sprechi.

Tracciare il flusso del valore vuol dire seguire tutte quelle attività che portano al prodotto cercando di individuare quelle che portano valore aggiunto e quelle che non lo apportano.

I dati che emergono dagli esempi riportati nel nostro libro confermano ancora una volta che le attività a valore aggiunto sono sempre una parte minima rispetto alla totalità delle attività.

 

Principio 3: far fluire le attività (FLOW)

Su questo principio ci soffermeremo un po’ di più rispetto al precedente perché ci riporta un esempio diretto nelle costruzioni.

Far fluire le attività significa eliminare tutti i fermi nel processo produttivo.

La grande differenza tra un’organizzazione che lavora seguendo il flusso delle attività e una classica, è che la prima lavora per processi mentre la seconda per funzioni.

Tutti noi conosciamo molto bene le funzioni della nostre organizzazioni: silos verticali che spesso anche il più bravo dei Project Manager ha difficoltà a far dialogare.

Ma non è su questo aspetto che voglio porre l’attenzione, quanto sul processo di “costruzione”.

La massima espressione di un processo di costruzione in cui le attività fluiscono sono le costruzioni mediante moduli prefabbricati.

Tutti i componenti vengono creati in fabbrica, e la costruzione in cantiere non risente minimamente dei fermi dovuti alle attese tipiche di un processo di costruzione standard (come ad esempio le attese di completamento di attività precedenti).

Questo tema è menzionato in Lean Thinking perché, a quanto pare, Henry Ford aspirava a rendere massiva la costruzioni di case prefabbricate già un secolo fa (storia raccontata in un libro dal titolo Dream of Factory- Made House del 1984).

L’obiettivo di far fluire le attività ci spinge inoltre a standardizzare il lavoro, un tema anticipato nell’articolo Standardizzazione nelle costruzioni: un nuovo approccio al lavoro.

 

Principio 4: logica pull

Logica Pull vuol dire che la produzione viene tirata dal cliente beneficiando di due vantaggi.

Il primo è che le aziende (manifatturiere) riducono gli inventari di prodotti che vengono finiti in attesa di essere venduti, liberando capitali e spazio fisico.

Il secondo è che sviluppa una maggiore flessibilità da parte dell’organizzazione perché la produzione viene fatta in lotti di piccole dimensioni, al contrario dell’approccio mass production.

Se sei interessato a questo argomento applicato al nostro settore, ti consiglio di leggere l’articolo Pull Planning: un approccio migliore nelle costruzioni perché ci troverai qualcosa di interessante legato alla mia esperienza di lavoro in Israele.

 

Principio 5: perfezione

Siamo arrivati al quinto ed ultimo principio: la perfezione come obiettivo delle organizzazioni.

Abbiamo spesso menzionato in questo blog il miglioramento continuo, che viene sintetizzato nella parola giapponese Kaizen (Kai: miglioramento, cambiamento; Zen: buono, migliore).

Vorrei darti un solo messaggio legato a questo principio.

Per aspirare alla perfezione dobbiamo “imparare a vedere” oltre che avere il corretto mindset, ovvero con l’approccio mentale giusto.

 

Conclusioni

Non male questo argomento, vero? L’hai trovato tosto?

Immagina di leggere l’intero libro scritto in inglese!

Credo di aver già scritto fin troppo, quindi ti lascio un ultimo spunto di riflessione dalla lettura di questo libro.

Due sono i concetti che ci possiamo portare a casa (sempre che sia una casa prefabbricata ☺):

  1. I cinque principi sono un vero e proprio antidoto agli sprechi, di cui il nostro settore è pieno e che dobbiamo provare ad eliminare per miglioralo;
  2. La loro applicazione determina indirettamente una maggiore soddisfazione sul lavoro, con clienti più soddisfatti (perché abbiamo compreso il valore di ciò che desiderano), e lavoratori più produttivi (e soddisfatti) perché il lavoro “gira”.

Su quest’ultimo punto, per esperienza posso dirti che anche i più burberi degli assistenti, quando il lavoro procede e si sentono coinvolti, mettono in pista un inatteso livello di collaborazione!

Mi auguro che tu possa aver trovato interessante questa recensione. Puoi lasciare un tuo commento qui sotto per poterci confrontare.

 

P.S.: La lettura in inglese è stata davvero dura – sia per le tematiche che per la lingua – così arrivato in fondo mi sono auto premiato proprio con un romanzo di Clive Clusser… 🙂

 

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

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