Il problem solving nelle costruzioni: quello che nessuno ti ha mai detto!

Problem solving nelle costruzioni

Ovvero: come evitare di tirare un carretto con ruote quadrate.

Ti è mai capitato di trovarti nel mezzo di una discussione tra i cantieri e la logistica della tua impresa? Immagino sia una situazione classica, non è vero?

E quante volte invece ti sei chiesto come poter evitare queste discussioni, lunghe e interminabili come una partita di ping pong? Altrettante, ma poi probabilmente hai lasciato correre…

È vero, quando i problemi coinvolgono diverse persone di solito non sono di facile soluzione, ma se pensi che solo una figura super partes le possa gestire, ecco per te una buona notizia!

In questo articolo infatti ti farò una breve introduzione di uno strumento di problem solving nelle costruzioni, utile per superare queste situazioni di questo tipo.

 

La ruota quadrata delle costruzioni

La metafora del nostro lavoro è spesso proprio questa, come spiega perfettamente questa immagine che ho trovato su LinkedIn:

Qual è quel fattore che rende il modo di lavorare nel settore delle costruzioni simile ad un carretto con le “ruote quadrate”?

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La risposta che mi sono dato è: “Si è sempre fatto così!

Partendo da questo concetto, credo che un aneddoto personale, possa aiutarmi a farti capire cosa intendo ed introdurti uno strumento  utile al problem solving nelle costruzioni.

 

Il mio aneddoto di vita vissuta (in cantiere)

Arrivato in Israele qualche anno fa in qualità di specialista di una tecnologia praticamente assente in quel mercato pensavo di avere vita facile.

Eh sì, pensavo che sarebbe bastato istruire qualcuno su ciò che andava fatto e questo l’avrebbe eseguito senza troppe domande.

Mi sbagliavo: non conoscevo ancora i miei futuri colleghi e dunque avevo fatto “i conti senza l’oste”.

Nella cultura israeliana, infatti, è frequente mettere in discussione qualsiasi argomento e ad ogni istruzione la risposta che ricevevo era: why?

All’inizio, solitamente, rispondevo alla prima domanda, alla seconda, anche alla terza, ma poi partiva la famosa frase.

Perché si è sempre fatto così! Punto!

 

Ma andando avanti con quell’esperienza, mi sono accorto che queste domande mi costringevano a entrare nei dettagli delle cose.

E questo mi ha spinto ad andare sempre più a fondo, costringendomi ad approfondire argomenti come non avevo mai fatto in oltre 10 anni di lavoro.

Ti starai chiedendo se ti sto per spiegare la tecnica dei 5 Why.

No, in questo post ti parlerò di Value Stream Mapping.

 

Non ti spaventare perché a dispetto del nome, pur essendo uno strumento potentissimo, di fondo non è un concetto troppo cervellotico.

Ho voluto fare tutta questa introduzione perché probabilmente se avessi introdotto prima queste tre parole saresti scappato e avresti già chiuso il post.

Forse avrei fatto lo stesso anche io… 🙂

Per evitare di ritrovarci a tirare un carretto con una ruota quadrata dobbiamo maturare una capacità tutt’altro che naturale, ovvero analizzare nel dettaglio i processi in cui siamo immersi tutti i giorni.

Torniamo ai rapporti complicati tra cantiere e logistica: è proprio qui che la Value Stream Mapping ci viene in aiuto.

Vediamo come.

 

la Value Stream Mapping per il problem solving nelle costruzioni

Lascia che spenda due parole su cosa sia la Value Stream Mapping (VSM).

Si tratta di un metodo di visualizzazione grafica con cui viene effettuata la mappatura del flusso del valore con l’obiettivo di abbattere gli sprechi nei processi produttivi.

Ancora voglia di scappare? Spero proprio di no!

Se non sei nuovo del blog forse ricorderai abbiamo già trattato questi argomenti in un articolo incentrato alle attività a valore aggiunto  e di un altro dedicato alla ricerca degli sprechi.

 

La VSM mette insieme questi temi e li rende “operativi” – ovvero utili ad una causa – quella che in inglese viene chiamata process improvement.

Si tratta quindi di migliorare i processi.

E’ attraverso il miglioramento dei processi che indirettamente adottiamo una strategia di Problem Solving.

La VSM è considerato come lo strumento più importante dell’applicazione dell’approccio Lean anche perché permette di decidere quali altri strumenti implementare nelle diverse situazioni in cui ci troveremo.

Su questo blog lo poniamo assieme all’altro strumento principe della Lean Construction, il Last Planner System®.

Se vuoi approfondire questo specifico argomento, puoi scaricare il report in italiano iscrivendoti alla newsletter tramite il box qui a lato.

 

Quando utilizzare la VMS

Ma torniamo alla nostra realtà produttiva nelle costruzioni.

Per non complicarci la vita possiamo dire che, nel settore delle costruzioni, la VSM può essere impiegata principalmente per migliorare diversi processi tra cui:

  • Attività in ufficio (gare, amministrazione)
  • Rapporti tra cantieri ed ufficio (es. logistica)
  • Attività ripetitive di cantiere (noti anche come moduli/task di lavoro)

Per ogni processo che vogliamo migliorare occorre avviare una serie di passaggi.

 

Come utilizzare la VMS

Gli step utilizzati dalla Value Stream Mapping sono sei:

  1. Fase di preparazione
  2. Mappatura dello Stato attuale
  3. Identificare sprechi/problemi nel flusso attuale
  4. Mappatura dello Stato futuro (desiderato)
  5. Piano di azione per passare da stato attuale a stato futuro
  6. Monitoraggio del nuovo flusso

L’argomento è tosto, ci hanno scritto su libri interi sui quali sviluppare altri articoli.

Ritengo utile, per lo scopo di questo articolo mostrarti una semplicissima mappa di esempio, così da farti rendere conto di cosa stiamo parlando.

Insomma, parlo di visualizzazione e poi non ti faccio visualizzare nulla? 😉

 

Piccolo e semplice esempio di VMS

Ipotizziamo l’ipotetico processo di una persona che deve pinzare dei fogli e deve alzarsi dalla scrivania per eseguire questa semplice operazione.

La Value Stream Map rappresenta tutti i passaggi, definisce i tempi spesi e le distanze percorse per ciascuno di essi.

Viene infine determinata la percentuale di valore aggiunto, in termini di tempo che, nel nostro caso, è pari a solo il 28%, mentre lo spreco identificato è quello dell’eccessivo movimento.

Roba da maniaci? Forse, ma trasferendo ed ampliando questa attività ai tuoi processi potresti scoprire cose interessanti.

 

Conclusioni

Se sei arrivato a leggere fino a qua, vuol dire che sono riuscito a catturare quanto basta la tua attenzione.

Ti chiedo solo un ultimo sforzo, perché vorrei che da questo articolo ti rimangano due importanti concetti.

 

Primo concetto

La visualizzazione è uno strumento potentissimo.

Quando i miei colleghi mi mandano dei Gantt in Excel senza colori me li mangerei in un boccone.

Questo perché non capiscono che la visualizzazione può aiutare a “vedere qualcosa” permettendo spesso di risolvere dei problemi, come mi è capitato tante volte!

La VSM è importante proprio perché fa uso della visualizzazione.

 

 

Secondo concetto

Creare una Value Stream Map, oltre alle necessarie competenze per redigerla, richiede la volontà di dedicarci del tempo.

Purtroppo noi troppo spesso (per non dire sempre) di tempo non ne abbiamo.

È la realtà, inutile negarlo, e non possiamo farci niente, vero? Se non continuare a lamentarci di tirare un carretto con le ruote quadrate….

 

Ecco, il problem solving delle costruzioni potrebbe essere proprio questo: dedicare tempo per analizzare i processi utilizzando lo strumento della Value Stream Mapping e trovare così gli sprechi nei nostri processi.

Il tema è chiaramente così ampio che richiederà diversi articoli di approfondimento, ma mi sarebbe piacere sapere fin da ora cosa ne pensi.

Scrivilo pure nei commenti sottostanti.

Bene, ti lascio come ultimamente mi piace fare su queste pagine: il futuro, a piccoli passi, sta arrivando.

 

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

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