I millenials nel settore delle costruzioni

Millenials nelle costruzioni

Cosa si può fare per rendere il settore delle costruzioni attraente per i giovani di oggi, i cosiddetti Millenials?

E, allo stesso tempo, perché un ragazzo fresco di studi dovrebbe intraprendere un percorso in questo campo?

Partendo da queste domande, cerchiamo di capirne di più in questo articolo.

 

Millenials e costruzioni: è possibile?

Forse ti starai chiedendo da dove sia nata questa strana riflessione…

Sono sul volo che mi porta in Israele.

Atterro alle 7:30 del mattino – con un ritardo di 4 ore – e prima di una riunione di quelle “toste”, ho tempo solo di fare una doccia.

So che uscirei stremato anche senza alcun ritardo del volo!

Tuttavia la mente mi porta a una strana riflessione: ma se oggi avessi 20 anni (diciamo 25 anni di meno rispetto alla mia età), per quale motivo dovrei decidere di entrare nel settore delle costruzioni?

Con 25 anni di meno sarei nato nel 1999, e potrei definirmi a tutti gli effetti un Millenian.

Iscriviti alla newsletter e scopri segreti della LEAN CONSTRUCTION

Ho già raccontato in uno dei primi post di questo blog come il mio “salto” dall’università – dopo aver sviluppato una Tesi di laurea su un Sistema Informativo Geografico innovativo – al cantiere sia stato tutt’altro che facile.

Immaginandomelo ora con gli occhi di un Millenial, credo che la reazione possa essere forse anche peggiore.

Il cantiere in cui entrai nell’anno 2000 di innovativo non aveva nulla. Ma proprio nulla!

Qualcosa, però, mi ha spinto però a restare nel settore ed eccomi qui a scrivere.

Oggi, a quasi vent’anni di distanza, con il mondo che ha fatto balzi da giganti a livello di tecnologia, le differenze sono ancora maggiori.

Ma come si sente un giovane millenial che entra nel nostro mondo, e quali emozioni prova?

Il settore ha bisogno di giovani talentuosi, che lo trovino attraente, anche se di attraente ha ben poco…

E io penso che immaginare i giovani nelle costruzioni significhi immaginare il futuro del settore stesso.

Questa riflessione è nata dopo aver letto il report Make it or Break it del 2017 della KPMG, che ti voglio presentare.

 

l’importanza dei REPORT

In questo blog abbiamo già scritto di altri report redatti da importanti società o enti, tutti inerenti al settore delle costruzioni e in particolare nei post:

Entrambi questi report fanno dei riferimenti all’approccio Lean Construction, il nostro tema centrale.

Questo report invece non lo menziona in modo esplicito, tuttavia a noi non interessa che qualcuno utilizzi la parola “lean”.

Quello a cui aspiriamo sono i risultati ai quali la Lean Construction conduce, ovvero un settore delle costruzioni migliore partendo dai due pilastri:

  1. miglioramento continuo;
  2. rispetto per le persone.

In Make it or Break it è contenuta una frase che più di tutti esprime la sintesi del messaggio che vuole lanciare:

Per fare un salto di qualità nelle performance, società di ingegneria e costruzioni avranno bisogno di re-immaginare governace, persone e tecnologia.

 

Non è sufficiente concentrarsi su queste tre componenti indipendentemente, dobbiamo trovare una nuova modalità che le faccia lavorare insieme con uno stile integrato.

Come sempre, con la traduzione in italiano si rischia di non cogliere alcune finezze della versione originale in inglese, ma qui il messaggio è chiaro:

  • Governance
  • Persone
  • Tecnologia

Tre semplici concetti che se re-immaginati e integrati insieme possono aiutare il settore a fare un salto di qualità.

Come?

Per capirlo, proviamo a vedere qual è l’approccio attuale e tipico del settore.

 

L’approccio tipico delle costruzioni

Per rispettare tempi e budget dei progetti, negli ultimi decenni i focus principali del settore sono stati principalmente:

  • Governace
  • Rischio
  • Controllo

A questi tre si sono anche aggiunti fattori negativi come mancanza di trasparenza, politiche obsolete e procedure che nessuno segue.

E dunque torniamo alla domanda iniziale: come cambiare?

  1. Migliori previsioni
  2. Una valutazione accurata delle performance
  3. La capacità di inviare “early warning”, ovvero avvisi di eventi negativi il prima possibile, per agire rapidamente.

Se segui questo blog (e se non lo fai ancora, ti invito a farlo inserendo la tua email per scaricare il report gratuito :)) saprai bene che l’approccio Lean Construction se applicato aiuterebbe a sviluppare tutte queste tre azioni.

Anche se non scritto nel report.

Inizia un viaggio alla scoperta della Lean Construction 

Con l'iscrizione avrai l'opportunità di :

  • Iniziare un percorso per email di 5 settimane per conoscere a piccoli passi il perché ed i benefici della Lean Construction
  • Ottenere il report gratuito Last Planner System, il più importante strumento di pianificazione e gestione delle commesse
  • Ricevere aggiornamenti periodici  sui nuovi post

 

I nuovi PERFORMANCE drivers

Esaminiamo dunque i tre drivers (governance, persone, tecnologie) che Make it or Break it individua come principali fattori di attrazione per i Millenials.

Premessa: a differenza di quelle precedenti (i Baby Boomers e la Generazione X, alla quale io appartengo), la generazione dei Millenials non vuole imposizioni.

Per fare una metafora che renda l’idea, preferisce viaggiare su una strada, possibilmente dotata di guard rail giusto per non finire fuori, ma non vuole sentirsi su delle rotaie con rotte prestabilite.

Un cambiamento difficile da accettare per le generazioni precedenti, ancora a capo delle principali aziende italiane o diventati imprenditori in momenti di crescita economica e che spesso faticano a lasciare le proprie aziende ai figli.

E infatti non mollano, ma questo è un altro discorso…

Noi torniamo ai nostri drivers

 

“touch” Governance

Il primo obiettivo è quello di avere un sistema in cui tutte le informazioni siano a nostra disposizione push-one-bottom ovvero schiacciando un solo bottone.

Perché? Semplice!

Mia figlia, che ha meno di tre anni, di fronte ad un televisore vecchio di 10 anni, tocca il video con le dita pensando che sia come l’iPad.

È questa la natura dei Millenians: tutto è touch, immediato.

Non possiamo perdere tempo a raccogliere i dati, li dobbiamo avere immediatamente.

Il tempo lo dobbiamo utilizzare per analizzarli e decidere le azioni, per riuscire ad allineare il sistema di controllo con la strategia del business.

Quante volte attiviamo dei sistemi di controllo su attività di cantiere che non riusciamo a “gestire”?

Io stesso chiedo report che a volte poi fatico a guardare.

E poi, siamo certi che i controlli ci permettono di avere le giuste indicazioni in merito alle azioni da prendere per agire rapidamente?

Abbiamo davanti una generazione in cui tutto è touch ed è necessario “sfruttare” questo vantaggio

Ma tutto questo, purtroppo si scontra con la realtà: solo l’8% delle organizzazioni dispone di sistemi push-one-bottom.

Il grafico mostra che siamo ancora molto lontani e occorre far presto!

 

human factor

Lean is all about people.

Questa frase l’abbiamo già scritta diverse volte in questo blog: il secondo driver è quindi collegato ai temi che trattiamo.

La sfida che le società di ingegneria e di costruzione dovranno affrontare, con la variazione della popolazione demografica, è quella individuare nuove strade per controllare il lavoro.

Si tratta di passare da hard control a soft control nel quale lo staff:

  • ha la conoscenza chiare dei ruoli,
  • si sente libero di sollevare problemi o preoccupazioni,
  • è confidente che verrà ascoltato,
  • sente dentro di sé la visione dell’organizzazione in cui lavora.

Ancora una volta, potremmo sintetizzare questa necessità con i due pilastri dell’approccio lean: miglioramento continuo e rispetto per le persone.

Anche questo driver è non per nulla facile da implementare.

Richiede quel cambio culturare tanto necessario quando difficile da avviare.

 

In attesa della tecnologia

E infine la tecnologia.

Ma come possiamo pretendere che i Millenians siano attratti da un lavoro in cui il martello la fa da padrone?

Esagero, è vero!

Tuttavia i nostri capi squadra, oltre ai “ferri del mestiere”, dovrebbero avere a disposizione anche i mezzi tecnologici giusti per essere sempre aggiornati.

Per fare un esempio, un iPad con la versione aggiornata del disegno per evitare di lavorare su un disegno superato perchè non ancora trasmesso in cantiere.

E questo a tutti i livelli, non solo per i grandi progetti.

Utopia? Forse!

Ma se non puntiamo in alto non arriveremo da nessuna parte.

Secondo i redattori del report si tratta di conoscere quale sia la migliore tecnologia da applicare allo specifico contesto, non di investire in tecnologia fine a sé stessa.

Per questo, la mente umana con la sua capacità di vedere il mondo olistico e di fare sintesi, non potrà mai essere superata da nessuna tecnologia.

 

Conclusioni

Quando termino di leggere report come questo, provo sempre la sensazione di essere in un tunnel buio in cui si intravede un fievole luce in fondo.

È là… c’è… non si sa bene quando la raggiungeremo, ma piccoli passi ogni giorno sono senza dubbio meglio che star fermi.

Se il nostro settore riuscisse a fare i passi descritti in questo report potremmo sperare di attrarre i migliori Millenians.

Ne abbiamo bisogno.

Ne ha bisogno un settore che ha un fascino tutto particolare, ma che deve dimostrare di voler restare al passo con i tempi.

Leggere questi report e scrivere questi articoli per me è come percorrere questo tunnel, ma non basta.

Da soli non si va molto lontani.

E così ti lascio un link che ci hanno mostrato i consulenti che ci stanno seguendo nel Lean Journey della società per cui lavoro.

Che dire: se credi che il settore deve cambiare… ora tocca a Te.

Il futuro a piccoli passi sta arrivando.

Se ha un commento puoi scriverlo qui sotto.

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

Leave a comment: