Futuro delle costruzioni: una svolta in mentalità e tecnologia

Futuro delle costruzioni

Il settore delle costruzioni è pronto per una trasformazione?

Il mondo sta cambiando sotto ai nostri occhi, giorno dopo giorno quello che era impossibile solo qualche decennio fa, oggi è la norma.

Pensiamo solo a quanto si sia evoluta la comunicazione e a come le informazioni viaggino in modo istantaneo.

Oppure a quanto la tecnologia sia entrata prepotentemente in tanti settori e abbia cambiato perfino il modo e il concetto di lavorare.

Ma, ahimè, non tutti i settori si sono evoluti con la stessa rapidità.

Il settore delle costruzioni, ad esempio, non ha avuto quel progresso che ci si poteva aspettare.

Ma qualcosa, forse, sta cambiando…

 

IL FUTURO DELLE COSTRUZIONI

Shaping the Future of Construction“, ovvero “Modellare il futuro delle costruzioni”, è il titolo che è stato dato dal World Economic Forum ad un gruppo di report pubblicati in collaborazione con il Boston Consulting Group.

Da questo e in particolare dal documento “A breakthrough in mindset and technology, “Una svolta in mentalità e tecnologia” (qui il link al documento originale ) sono partito per l’analisi che troverai in questo articolo.

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E, soprattutto, per dare una risposta alla domanda iniziale: “Il settore delle costruzioni è pronto per una trasformazione?”

Ma chi sono i creatori di questo report?

Credo che sia utile ricordare  brevemente chi siano i soggetti che hanno scritto il documento sopra citato.

Il World Economic Forum (WEF) è una fondazione senza scopi di lucro con base a Ginevra, in Svizzera – territorio considerato neutrale – creata nel 1971.

Ogni anno a Gennaio nella località svizzera di Davos, il WEF riunisce esponenti di rilievo della politica e dell’economia per parlare di come “migliorare le condizioni del mondo”.

Per quanto ci siano delle opinioni contrastanti, è evidente che al forum di Davos, come viene comunemente chiamato, vada prestata particolare attenzione.

Il  Boston Consulting Group (BCG) è invece una multinazionale americana di consulenza e management, presente in più di 80 paesi del mondo con un fatturato globale che fa drizzare i capelli.

Il BCG è solito emettere documenti di un certo spessore sui più svariati argomenti di interesse internazionale.

Fatta questa doverosa premessa, veniamo finalmente al tema centrale di questo articolo: il futuro delle costruzioni.

 

Costruzioni e innovazione: un’occasione mancata

Come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, il settore delle costruzioni non ha colto appieno l’opportunità messa a disposizione la tecnologia.

I motivi sono diversi, che potremmo sintetizzare nei seguenti punti:

  • Cultura conservativa
  • Innovazione insufficiente
  • Bassa collaborazione
  • Debole monitoraggio
  • Mancanza di trasmissione delle learning lessons da un progetto ad un altro
  • Processi di esecuzione non rigorosi
  • Mancata attrazione di talenti.

La conseguenza di questa vera e propria occasione mancata è la bassa produttività del nostro settore.

L’argomento lo abbiamo già toccato su questo blog nell’articolo Reinventare le costruzioni, che ti consiglio di leggere se non l’hai già fatto.

È inoltre importante evidenziare che quello delle costruzioni è un settore “orizzontale“, ovvero che interessa tutti gli altri.

Mette infatti a disposizione i luoghi in cui vivere, i servizi e i trasporti.

Mi piace questa affermazione di Churchill del 1944, che rende molto bene l’idea dell’importanza del nostro settore:

We shape our building e afterword our building shape us.

Modelliamo le nostre costruzioni e poi le nostre costruzioni modellano noi.

Si può dire che sia ancora molto attuale, non trovi?

 

I trend globali influenzano le costruzioni

Devi sapere infatti che a livello mondiale, circa 200.000 persone al giorno si stanno spostando per vivere e lavorare nelle aree urbane.

Duecentomila al giorno!

E queste persone hanno e avranno bisogno di costruzioni, nuove o riqualificate, oltre a  servizi, trasporti e utilities.

Tutte queste necessità può fornirle solo il settore E&C (Engineering & Construction).

Un settore che peraltro è anche il maggior consumatore di materie prima, e che quindi ha un peso sostanziale in merito al futuro delle nostra Terra.

Per poter immaginare il futuro delle costruzioni, occorre quindi riuscire a prevedere i trend globali, cioè cosa sta per accadere nel mondo nel prossimo futuro.

Oltre allo spostamento di persone dalle zone rurali a quelle urbane, ecco i trend più importanti:

  • La crescita del 65% di nuovi mercati
  • La necessità di sistemare, riqualificare, le vecchie costruzioni
  • La necessità di chiudere il gap ovvero la carenza di infrastrutture
  • La sostenibilità (ad esempio di materie prime) diventata necessità, non più solo opportunità
  • La necessità ridurre gli sprechi  e produrre meno rifiuti
  • La diversa disponibilità di lavoratori, sia perché saranno in numero inferiore, mediamente più anziani e soprattutto perché dovranno essere più competenti.

Di fronte a questi cambiamenti il nostro settore non può che fare delle profonde riflessioni in merito al futuro.

 

Il settore è maturo per una trasformazione

Così come nel documento viene riscontrato la mancanza di innovazione fino ad ora, allo stesso tempo viene riportato come il settore delle costruzioni stia maturando per una profonda trasformazione.

Il contributo di importanti imprese di costruzione alla realizzazione del report significa che la sensibilità sta davvero aumentando, e che questa trasformazione è in corso.

Purtroppo tra queste mancano del tutto le grandi imprese italiane, fatto che lascia un po’ di amaro in bocca, senza togliere la speranza che qualcuna presto si unisca al gruppo di studio per “migliorare le condizioni del mondo” .

 

Avviare la trasformazione: 30 aree di intervento

Passando dalla fase di analisi del passato a quella di previsione del futuro, il WEF individua ben 30 aree di azione su cui lavorare per avviare la trasformazione del settore delle costruzioni.

Queste 30 aree sono stati divise in 8 gruppi che elenchiamo nel seguito:

  1. Tecnologia, materiali e strumenti
  2. Processi e Operations
  3. Strategia e Innovazione dei Modelli di Business
  4. Persone, organizzazione e cultura
  5. Collaborazione nel settore
  6. Marketing per attirare giovani nel settore
  7. Politica e regolamenti
  8. Comportamento dei proprietari.

La suddivisione in aree evidenzia che c’è tanto da fare e permette a ciascuno di noi di poter approfondire un’area piuttosto che un’altra in funzione del nostro ruolo e interesse.

 

Processi e operations

Per quanto mi riguarda, credo che quello di processi e operations sia il più promettente, in quanto contiene ben sei aree di azione.

Di queste sei aree desidero focalizzare l’attenzione solo due di queste (che riporto in inglese) che riguardano i temi trattati su questo blog:

  • Lean and safe construction management and operations
  • Rigorous project monitoring (scope, time, cost).

Sul primo punto, che tanto ci sta a cuore su queste pagine, il documento riporta come l’industria delle costruzioni abbia condizioni ambientali più difficili rispetto agli altri settori.

Ciò non toglie che esperienze di applicazione di metodi lean abbiano portato ad una riduzione dei tempi dei progetti del 30% e riduzione dei costi del 15%.

Ripeto se pensi che abbia sbagliato a scrivere:

30 % di tempi in meno per la realizzazione dei progetti, 15% di minori costi! 🙂

E trattandosi di dati contenuti in un documento ufficiale, non sono certo falsati o inventati.

Per quanto riguarda invece il secondo punto, la mancanza di un monitoraggio rigoroso non permette di rendersi conto in tempi rapidi dello scostamento dalle stime iniziali (di scopi, tempi e costi).

E questo genera diversi problemi perché un ritardo di consapevolezza è anche un ritardo di azione, con tutte le dovute conseguenze.

 

Conclusioni

Per concludere lascia che riprenda il concetto del mio precedente articolo Costruzioni: la digitalizzazione non basta dove, in modo diverso e guardando al mercato italiano, affrontavo questi temi, ovvero di quanto occorra un cambio culturale e di mentalità.

Oggi, dopo aver letto “A breakthrough in mindset and technology” sono ancora più convinto che questi cambiamenti sono necessari per cavalcare insieme l’onda di trasformazione in atto nel settore delle costruzioni.

Mi auguro che tu possa aver trovato interessante questo articolo.

Puoi lasciare un tuo commento qui sotto per poterci confrontare.

 

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

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