Fai dell’eccellenza il tuo coach personale!

Eccellenza

Hai mai pensato ad avere Coach? Devi sapere che è possibile averne uno disponibile per tutti noi: si chiama Eccellenza.

In questo post desidero farti comprendere quanto, e perchè, sia affascinante percorrere la strada che ci porta all’Eccellenza. Quindi farti conoscere un modello basato sull’Eccellenza che ti possa guidare, come sta guidando me. Proprio come un Coach.

 

Inizio prendendo spunto dalle prime righe della lettera che un noto CEO inviava ai nuovi assunti:

Esiste un mondo in cui le persone non lasciano che le cose accadano. Le fanno accadere.

Sergio Marchionne

Già, proprio Marchionne, del quale abbiamo sentito parlare spesso in questo periodo dopo la sua improvvisa dipartita da questo mondo.

Il desiderio di incidere su ciò che ci circonda, dovrebbe essere una ragione di vita per ognuno di noi.

Ma non sempre è così.

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E’ una scelta consapevole, che richiede la forza di affermarlo a noi stessi, ogni giorno, magari quando siamo davanti ad uno specchio.

Lo facessimo, affronteremmo la giornata con uno spirito diverso.

Lo stesso spirito che accomuna coloro che puntano all’Eccellenza, il Coach numero uno, il più democratico perché uguale per tutti.

 

L’Eccellenza non è per tutti

 

Ma dopo aver scomodato Marchionne, lascia che ti racconti un piccolo aneddoto personale.

Estate di tanti tanti anni fa, non credo avessi ancora la patente.

Tre amici su una bella VW Golf nera in direzione della Costa Azzurra per una vacanza in tenda.

Erano tempi in cui gli smartphone non esistevano ancora e il mondo non era a portata di click.

Per organizzare una vacanza, guide e libri la facevano da padrona.

Il “pianificatore” dei tre ero io (a pensarci ora mi viene da sorridere: già allora pianificavo…)

Beh, più che pianificare, il mio era un voler entrare in ogni dettaglio di ogni singolo spostamento, tanto che a un certo punto uno dei due amici sbottò!

“Basta con questo voler fare il perfezionista Davide. Non se ne può più!”.

Chiuso nel mio silenzio, ho capito che non sempre è giusto cercare la perfezione.

E, soprattutto, che non è per tutti. O meglio non è per tutti allo stesso modo.

Ecco, per l’Eccellenza vale esattamente la stessa cosa: non è per tutti!

 

Perché percorrere la strada che porta all’Eccellenza?

 

Ed allora sorge la domanda “madre”:

Perché mai dovremmo sforzarci di raggiungere l’Eccellenza?

Il viaggio è faticoso, anche perché le probabilità di essere solo o in compagnia di pochi è tanta. Cosa ci fa muovere in quella direzione?

La prima risposta per la verità ce l’ha data proprio Marchionne: il desiderio di non lasciare le cose come le abbiamo trovate.

Ma basta?

E’ una spinta sufficiente?

Siamo persone, abbiamo bisogno di feedback a breve termine, non solo di lungo termine.

La ricerca appassionata della perfezione, per quanto si sappia che è fondamentalmente impossibile da raggiungere, fa emergere la parte migliore di ogni persona.

E’ questo profondo desiderio di diventare una persona migliore, giorno dopo giorno, sia dal punto di vista professionale che strettamente personale che ci può dare l’energia necessaria ad affrontare le tortuosità di una strada verso l’Eccellenza.

Qui ci soffermiamo ovviamente sulla crescita professionale.

 

Chi diventeremo in futuro non dipende solo da noi!

 

Professionalmente, lo scrivo in particolare per i più giovani che leggono e che devono ancora entrare nel mondo del lavoro, chi diventeremo dipende molto dal nostro primo manager.

È un po’ come l’imprinting che si è studiato a scuola.

Se capiti male all’inizio, risalire la china non è così facile…. salvo rendersene conto in fretta.

Personalmente, posso dire di essere stato fortunato.

Tuttavia, il desiderio di trovare una alternativa per migliorare il mio modo di lavorare mi faceva sentire come una barca in mezzo al mare alla ricerca di un porto sicuro in cui poter attraccare…

… fino alla scoperta dell’approccio Lean Construction, di cui parliamo in questo blog.

E’ proprio grazie a questa scoperta, e all’applicazione di questo approccio nella società per cui lavoro e che di cui ho raccontato qualcosa in questo post, che ho compreso quanto sia affascinante percorrere la difficilissima strada che ci conduce all’Eccellenza.

E se è vero quindi che chi diventeremo in futuro non dipende solo da noi, è altrettando vero che possiamo approfittare di questo Coach speciale – l’Eccellenza – per migliorarci professionalmente.

Ma per farlo abbiamo bisogno di una traccia, ovvero di un modello da seguire.

 

Uno standard per l’Eccellenza

 

Ci sono certamente diverse le strade verso l’Eccellenza. Quella che Ti propongo qui è nota come il Modello Shingo.

La Vision del Modello Shingo è quella di creare uno standard di eccellenza valido per tutti i settori, e quindi anche per le nostre amate costruzioni.

E il modo in cui intendono farlo (ovvero la Mission del Modello) è applicando Principi universalmente accettati di eccellenza nelle operazioni.

Quindi il focus è sulle cosidette Operations.

 

Shingo Model

 

Solo con i Principi – ovvero senza azioni – non si può migliorare!

Servono infatti anche degli strumenti… come quello proposti qui.

Il Modello Shingo sviluppa proprio la combinazione di principi e di strumenti creando quella sinergia in grado di “smuovere le montagne”.

I principi rispondo alla domanda sul perché migliorare, gli strumenti su come farlo.

Quando si è in grado di rispondere ai perché si mette in moto il motore che sprigiona l’energia per attivare le iniziative individuali verso il successo, personale e professionale.

 

I principi

 

I Principi del Modello Shingo sono rappresentati nella figura seguente:

Shingo model

Figura 1 – Shingo Institute

 

Come puoi notare, i principi sono 10 divisi nelle segunti 4 categorie:

  • Cultural Enablers – “facilitatori culturali” che rendono possibile il cambiamento verso l’eccellenza;
  • Continuos Improvement – miglioramento continuo;
  • Enterprise Alignment – allineamento con la strategia aziendale;
  • Results – risultati.

Abbiamo già incontrato su questo blog una piramide.

Pare che sia una forma geometrica molto apprezzata nel mondo della Lean 😉

E’ la piramide presente nella recensione del libro Toyota Way, che ti invito a leggere se ancora non l’hai fatto.

Mi farebbe piacere approfondire tutti i Principi anche perchè, per me, scrivere vuol dire riflettere. Ma non è possibile farlo in un post quindi ho scelto di focalizzarmi solo un principio e una categoria, a me molto cari, ovvero:

  • Lead with Humility
  • Continuos Improvement

 

Lead with humilty

 

Guidare con umiltà: credo che non ci sia nulla di più difficile!

Quando si è “ai piani alti” della gerarchia aziendale è facile e comodo pronunciare frasi come:

“ti dico io come fare, fai cosi”

oppure

“su, sveglia, ti vuoi dare una mossa?”

e quante altre affermazioni di questo tipo che rappresentano un capo “vecchio stampo”.

Essere un leader che guida con umiltà richiede capacità non ordinarie: saper ascoltare attentamente, ricercare e accettare input dai collaboratori ed essere predisposto a imparare continuamente.

Uno dei concetti più importanti che supportano questo principio è quello di assicurare un ambiente di lavoro in cui le persone possano lavorare in sicurezza e creare un luogo di lavoro rispettoso verso i collaboratori.

Tutto questo genera energia e lascia che le abilità dei singoli siano libere di esprimersi.

E, in questo modo, nuove idee nascono da chiunque.

 

Un motivo per alzarsi la mattina

 

Il secondo punto su cui ci soffermiamo è la categoria Continuous Improvement, ovvero miglioramento continuo.

O, ancora, come piace definirlo a me, “il motivo per cui alzarsi la mattina”, per portare a termine un obiettivo di miglioramento, anche minimo.

Gli obiettivi del miglioramento continuo si possono raggruppare in quattro categoria, a seconda che permettano alle attività di diventare:

  • Più facili
  • Più veloci
  • Più economiche
  • Con prodotti qualitativamente migliori

La strada maestra per raggiungere questi obiettivi è permettere alle persone di fare errori. Anche permettere a noi stessi di fare degli errori può essere fondamentale per la nostra crescita personale. Non facile. Vero. Ma affrontati nel modo giusto potremmo imparare molto.

 

Conclusioni

 

L’abbiamo scritto sopra: L’Eccellenza non è per tutti.

Il fascino di percorrere la strada – tutta in salita – che ci porta all’Eccellenza ci permette sia di vivere la sensazione che lasceremo qualcosa di migliore dopo di noi, sia di essere immersi in un percorso di crescita professionale. Senza fine.

E’ un po’ come avere un Coach, anche se non è ovviamente la stessa cosa. Ma è meglio che nulla.

In merito all’importanza di avere un Coach ti propongo un video particolarmente ispirante, anche se non proprio facile da vedere.

Una traccia da seguire la troviamo nel Modello Shingo che racchiude 10 Principi.

Secondo Shingo, quante più persone in una singola organizzazione iniziano ad agire indipendentemente sulla base della propria convinzione e impegno ai principi, tanto più la cultura dell’organizzazione inizia a cambiare.

Per il meglio.

 

Mi auguro, con questo post, di essere riuscito a trasmetterti le mie sensazione ed anche un po’ di desiderio di percorrere la stessa strada.

Se è cosi, iscriviti alla Newsletter e non esitare a scrivere un commento, che sia positivo o negativo.

Dopo tutto, anche questo post potrebbe essere per me un motivo di learning by doing!

 

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

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