Costruzioni: un giardino da annaffiare

Costruzioni giardino da innaffiare

Perché dovremmo sentirci come un impianto di irrigazione della nostra organizzazione.

Ti è mai capitato di provare quella sensazione di aver fatto tutto il possibile per gestire una situazione problematica, ma non riuscire proprio a venirne a capo?

Intendo sia al lavoro che nella vita privata.

Facciamo un esempio: tua moglie (se sei homo come il sottoscritto) e tua mamma non vanno tanto d’accordo.

E tu che cerchi di mediare; ci provi una volta, due volte, tre volte, ma non ci riesci e alla fine che fai?

Apri il vocabolario alla voce “rinunciare”.

Non è così?

Stessa cosa sul lavoro: hai un problema da risolvere, o un obiettivo da raggiungere, ma da solo non riesci.

Provi a parlare con il tuo capo, una volta, due volte, tre volte… ma nulla… e alla fine cha fai?

Stessa soluzione: come prima, sei tentato a rinunciare

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E, talvolta, addirittura a mandare tutti quanti… “a quel paese”!

Beh, questo articolo è per chi non vuole gettare la spugna in queste situazioni.

Se sei tra queste persone, e sei un professionista nel settore delle costruzioni, ti consiglio di leggere questo articolo fino in fondo.

 

organizza il tuo giardino

Immagino già la tua reazione: “e che c’entra il giardino?”

Lascia che te lo spieghi.

Devi sapere che nella zona di Tel Aviv, dove lavoro, passeggiando per le strade puoi imbatterti in rigogliosi giardini.

Che c’è di strano?

Se fossimo in Italia nulla, ma qui la situazione è ben diversa.

Come puoi immaginare in Israele è mediamente molto più caldo e il colore predominante concesso agli occhi dovrebbe essere il beige sabbia.

Quindi com’è possibile trovare così tante aiuole verdissime e curate al limitare del deserto?

La risposta è: micro-irrigazione.

Proprio così: quei piccoli tubicini a lato dei giardini che forniscono una irrigazione costante ai giardini ed evitano sprechi di preziosa acqua.

Mentre passeggiavo, mi sono immaginato una organizzazione (un’impresa di costruzioni) come un giardino.

Un giardino che ha bisogno di essere annaffiato per restare verde, come le aiuole in Israele.

Un giardino completo anche di due faretti che lo illuminano la sera.

 

Come “annaffiare” un’organizzazione

Quindi, al ritorno dalle mie passeggiate mi sono chiesto: ma come possiamo annaffiare questo “giardino” chiamato organizzazione?

Esistono solo tre modi per irrigare un prato:

 

1. Piove

Qualcuno potrebbe aggiungere “governo ladro!”, ma non è oggetto di questo post 🙂

In questo caso, noi non dobbiamo far nulla – ci pensa il buon Dio – ma, ahimè, affidarsi esclusivamente alla provvidenza non è propriamente consigliabile alle organizzazioni.

 

2. Canna dell’acqua e “pistola”

Ricordo che quando iniziava a far caldo e il giardino di casa iniziava a ingiallire dovevamo prendere la canna dell’acqua con la “pistola” per alleviare la sete di quella povera erba sofferente.

momenti magici di dolce far nulla quando era sufficiente muovere la canna un po’ qua un po’ là… nota dell’autore 🙂

Trasferendo questa  alle organizzazioni, possiamo immaginare il CEO come colui che innaffia il prato.

Si sveglia presto la mattina, così come la sera tardi, e con la canna in mano riflette su come rendere la propria organizzazione migliore giorno dopo giorno.

Eh, ti piacerebbe avere un CEO così, ammettilo 😉

Io lo chiamo il CEO illuminato.

 

3. Impianto di irrigazione o micro-irrigazione

Il terzo ed ultimo modo per annaffiare un giardino è avere un bell’impianto di irrigazione.

L’acqua esce dal basso verso l’alto con regolarità, tutte le mattine e tutte le sere, puntuale come un orologio svizzero.

Quest’impianto siamo noi: il Team.

Professionisti delle costruzioni – manager magari senza titolo – che ogni mattina ci alziamo e proviamo ad annaffiare l’organizzazione di cui facciamo parte con la nostra energia, le nostre idee e la nostra perseveranza a risolvere i problemi che incontriamo quotidianamente.

Spero di essere riuscito a far passare il messaggio perché qui ci occupiamo del terzo tipo di irrigazione.

Di Noi, il Team.

 

la dura vita del team

Ogni giorno che ti alzi la mattina per andare a lavorare con il sorriso e con energia, stai andando ad innaffiare il giardino dove lavori.

Non cerchi solo di arrivare a fine giornata, ma vuoi contribuire a rendere quel giardino il più verde possibile.

Un posto in cui lavorare sia un sfida, magari eccitante, da cui ottenere le soddisfazioni per riportare a casa quel sorriso con cui sei uscito la mattina.

Poi però sappiamo che la realtà il più delle volte è un’altra.

Si arriva la sera stanchi e demotivati, spesso senza aver risolto i problemi e, magari il tuo capo ti ha pure risposto male.

Non vedi l’ora di fare una bella doccia per toglierti quella polvere che hai accumulato girando per il cantiere.

Così, il tuo impianto di irrigazione si “intoppa”.

Se il nostro solo strumento è un martello,

ogni problema assomiglierà ad un chiodo da battere.

Bill Gates

Se ci pensi è proprio così: spesso il nostro impianto di irrigazione non funziona come desideriamo.

Ci rendiamo conto che utilizziamo sempre gli stessi strumenti ed ogni problema sembra sempre uguale a quello precedente.

Se le nostre azioni non ottengono il risultato desiderato all’interno della nostra organizzazione, se non vogliamo rinunciare, abbiamo due possibilità:

  • Cambiare aria (come azione o decisione non come rinuncia)
  • Cambiare strumento (e sostituire il martello con qualcosa di diverso).

Ci occupiamo di questa seconda alternativa.

 

LEAN CONSTRUCTION: lo STRUMENTO diverso

Ecco come la Lean Construction può darci una mano.

Hai la percezione che qualcosa nella tua organizzazione vada fatto per poter migliorare il modo di lavorare?

Hai anche la percezione che in fondo in fondo nella tua organizzazione ci sono le condizioni, le persone giuste per poter avviare un cambiamento ma non sei tu a governarlo?

Prova a cambiare strumento e a iniziare pian piano con l’approccio lean.

D’altronde, solo chi risponde agli azionisti può percepire l’urgenza di un cambiamento rapido, e decidere di conseguenza.

Ma tu no, perché  fai parte del Team e hai bisogno di tempo.

Forse anche tanto tempo.

Devi solo comprendere da dove partire e quale sia lo strumento migliore da utilizzare.

Per questo motivo, ti consiglio di leggere uno dei miei primi post dedicato agli strumenti della construction, dove troverai i dettagli su come iniziare.

Se la tua organizzazione è una società di piccole medie dimensioni (dai 10 ai 250 addetti) ti consiglio di iniziare con la pianificazione settimanale e quella a 6 settimane che descrivo nel report che poi scaricare iscrivendoti alla mia newsletter (nel box qui a fianco).

Solo una raccomandazione: non menzionare Lean Construction, tienitela per te!

 

la mia ESPERIENZA PERSONALE

Chi mi legge sa che mi sono innamorato delle settimane come unità di tempo per l’organizzazione.

La settimana è un periodo sufficientemente lungo per dare una idea di come potrebbe andare un mese (basta moltiplicare per 4,33).

Allo stesso tempo è anche abbastanza breve per riuscire a tenere a mente cosa sia successo e riassumerlo a fine settimana restando seduti alla propria scrivania in silenzio per una mezz’oretta.

Ebbene, sono servite ben 79 settimane di lavoro costante e perseverante per arrivare a convincere un CEO israeliano che gestisce una organizzazione che lavora in 6 diverse nazioni con oltre 1000 addetti che provare a implementare un percorso di Lean Construction nella nostra ormai non più piccola realtà (oltre 200 addetti) è un investimento per un futuro migliore.

E se ci sono arrivato io, puoi arrivarci anche tu.

 

CONCLUSIONI

Solitamente concludo i miei post con due concetti da tenere a mente.

Questa volta però voglio lasciarne solo uno per fare in modo che ti rimanga ben impresso.

Cambiare si può.

Abbiamo bisogno solo di tanta perseveranza e del desiderio di raggiungere qualcosa che vada oltre la nostra quotidianità.

Dobbiamo tenere chiuso il dizionario anche quando avremmo voglia di aprirlo alla voce “rinunciare“.

Dobbiamo infine sentirci come micro-irrigatori: senza di noi le piante morirebbero, con noi i giardini restano verdi.

 

Il futuro a piccoli passi sta arrivando.

Se ha un commento puoi scriverlo qui sotto.

 

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

 

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