Perché avere un consulente lean è un’ottima scelta

Consulente lean

Dopo oltre due anni di esperienza di implementazione posso affermare l’aiuto di un buon consulente Lean Construction è fondamentale per avviare un vero percorso di cambiamento, e in questo articolo capirai il perché.

I temi del cambiamento e dell’innovazione nel settore delle costruzioni, pur essendo di grande attualità ed importanza, sono spesso trascurati perché considerati troppo onerosi, sia in termini di tempo che di energie.

Immersi nella nostra quotidianità lavorativa infatti, le attività che rientrano nella categoria delle emergenze spesso bloccano tutte quelle davvero importanti per lo sviluppo e la crescita del nostro business.

L’esperienza di questi due anni nel percorso di cambiamento nell’azienda in cui collaboro mi ha portato a comprendere l’importanza di avere un consulente che ci aiuti a gestire meglio le emergenze e ci sostenga proprio in un percorso di cambiamento.

Perché ci serve l’aiuto di un consulente?

Generalmente ci si avvale di un consulente quando c’è un problema da risolvere – uno scoglio sul nostro percorso – e abbiamo la chiara sensazione che con le nostre sole forze non saremmo in grado di farcela.

A questo proposito, mi viene in mente la celebre frase di Albert Einstein che recita:

Un problema non può essere risolto restando allo stesso livello che l’ha creato.

Albert Einstein

In altre parole, quando incontriamo una difficoltà dobbiamo avere la capacità di “elevarci” e migliorare.

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Già, ma come?

Per completare una attività importante ma non immediatamente urgente è necessario “definire un obbligo”, ovvero un vero e proprio impegno che occupi uno spazio nella nostra agenda settimanale.

Mi viene in mente quando, volendo alzare di un livello la mia conoscenza dell’inglese, decisi che la soluzione era quella di iscrivermi e pagare per sostenere un esame ufficiale, anche se non ne avevo bisogno.

Una decisione determinante per completare un percorso che stavo tirando troppo per le lunghe.

Allo stesso modo, quando iniziai ad implementare da autodidatta l’approccio Lean Construction in azienda, passarono pochi mesi per rendermi conto che quello che stavo facendo era importante, ma non urgente.

Per continuare il percorso avviato dovevo creare un “obbligo esterno”.

Peraltro mi resi anche conto che studiare libri e metterli diligentemente in pratica non era sufficiente.

Per fare il salto di qualità avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse.

E chi poteva farlo se non un consulente?

Non si tratta solo di efficienza nell’applicare correttamente quanto studiato da autodidatta, bensì anche di efficacia per capire da dove iniziare.

Il materiale a disposizione è così tanto che si potrebbe partire dal punto sbagliato, rendendo vano tutto lo sforzo fatto.

Guida pratica per scegliere un consulente lean construction

Convinti dell’importanza di affidarsi a un consulente, possiamo dunque iniziare a porci le domande successive, ovvero come lo trovo e da dove inizio?

Un documento in inglese del 2013 dal titolo Implementing Lean in construcion – selecting and working with a Lean Consultant è una buona base di partenza in questo percorso.

Uno dei consigli principali che viene ripetuto nella guida è selezionare un consulente che abbia sia esperienza nel settore delle costruzioni che competenze (ovviamente) specifiche di lean.

Suggerimento abbastanza facile da seguire in un paese anglosassone, ma che in Italia è sostanzialmente inapplicabile per mancanza di tale figura.

Si inizia a vedere qualche profilo di giovani ingegneri su Linkedin con il titolo Lean Construction Engineer ma, comprensibilmente, un imprenditore che va alla ricerca di un professionista con competenze nell’approccio lean richiede anche una esperienza almeno decennale nelle costruzioni.

“Da dove devo partire allora?”

La risposta a questa domanda è differente in funzione della società in cui operi: di Costruzioni Generale (General Contractor) o specialistica.

Tralascio in questo post il vertice della filiera delle costruzioni, ovvero le Committenze, anche se – come menzionato nell’articolo dedicato ai clienti esigenti nelle costruzioni – è proprio da lì che tutto dovrebbe partire. Tralascio anche gli studi di progettazione, altrettanto importanti, mi perdonino i progettisti che leggono.

Le necessità dei due tipi di società di costruzione sono diverse.

Un General Contractor ha tra i suoi annosi problemi quello di saper coordinare i diversi subcontractors, ovvero proprio le società specialistiche.

Una necessità che porta dritti dritti allo strumento “principe” della Lean Construction, ovvero il Last Planner System®.

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Nel caso di un’impresa specializzata, la necessità fondamentale è quella di migliorare il processo produttivo coordinando e guidando il proprio personale verso un percorso di costante miglioramento.

Questo tipo di azienda infatti, pur operando nel settore delle costruzioni, si avvicina di più come logica interna ad una realtà manifatturiera.

“E quindi chi potrebbe aiutarmi?”

Nel caso di un General Contractor, per avviare l’utilizzo del Last Planner System® in un grande progetto il consiglio principe è quello di ricercare un professionista all’estero con una competenza specifica, cui sviluppare un primo progetto specifico per formare dei “coach interni”.

Questi, a loro volta, potrebbero essere impiegati in altri progetti per condividere la medesima metodologia di lavoro allargando la base della piramide, progetto dopo progetto.

Ovviamente c’è il problema della lingua, facilmente superabile per le società che operano all’estero, meno per le società che lavorano solo sul mercato italiano.

Stiamo in questo caso ragionando prevalentemente su uno strumento che richiede un approccio collaborativo che necessita sia tempo che grande convinzione per essere assimilato.

Nel caso invece di una società specializzata, il percorso è differente proprio perché, come accennato prima, si entra in un mondo simile per certi versi a quello della manifattura.

In questo caso si potrebbe optare con più serenità verso una delle diverse società di consulenza in ambito lean che operano sul mercato italiano.

In entrambi i casi rimane in sospeso un dettaglio da considerare…

La necessità di “trascinatori”

Questo il dettaglio: un consulente è, per definizione, un professionista che non è sempre presente in azienda.

Sono dunque necessari dei “trascinatori” interni dell’azienda che siano – passami il termine – sufficientemente matti e desiderosi di provare un nuovo approccio di lavoro.

Perché, a parte i casi di società più grandi che si possono permettere figure dedicate (forse) alla lean, il lavoro di questi trascinatori aumenterà dovendo portare avanti le proprie attività classiche a cui sommare quelle nuove.

Il Top Management deve quindi individuare all’interno delle società uno o più collaboratori visionari e innovatori e indirizzarli ad approfondire i temi della Lean Construction per conto proprio.

Conclusioni

La mia esperienza mi porta a pensare che, per un General Contractor, un “trascinatore” interno possa da solo fare davvero molto applicando alla lettera lo strumento Last Planner System®.

È vero che occorre la competenza di facilitare le riunioni, ma è anche vero che si tratta di uno strumento ben definito da applicare.

Un po’ più complicato che un “giovane trascinatore” riesca a fare progressi per un’impresa specializzata.

In questo caso uno dei primi passi è infatti quello di realizzare una mappa dei processi o value stream map che, per quanto sia anch’esso uno strumento, necessita di la conoscenza dei principi e la filosofia lean in profondità. Ed una grande capacità di gestire professionisti di esperienza inizialmente molto scettici.

Questo non esclude il fatto che il Last Planner System® possa essere utilizzato in autonomia anche per le società specialistiche  (come ho fatto io per esempio) e vivere questo passaggio come un primo passo esplorativo.

Un passaggio utile anche per arrivare più preparati nel momento in cui verranno chiamati dei consulenti per lo step successivo, ovvero quando le urgenze metteranno le attività in ottica lean sempre in secondo piano ed i progressi tarderanno ad arrivare.

Questo è il momento in cui avere la forza di introdurre quel’obbligo che ci aiuterà a salire di livello.

Il futuro a piccoli passi sta arrivando.

Se hai un commento, o vorresti approfondire il tema, scrivimi nei commenti.

Davide Alesi
#ilfascinodellecostruzioni

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