Clienti esigenti nel settore delle costruzioni: vantaggi e svantaggi?

Clienti esigenti nelle costruzioni

Clienti più esigenti possono essere un vantaggio per una più rapida trasformazione del settore delle costruzioni?

Mi sono posto questa domanda prima e durante un evento al quale ho partecipato come relatore lo scorso 4 Maggio 2018.

La sveglia ha suonato presto quella mattina, mentre ancora dormivo in un albergo a Cagliari.

L’evento che mi aspettava era per me nuovo e per certi versi inconsueto.

Si trattava del I Congresso Italiano di Lean Management in Sanità a cui avrei partecipavo in qualità di speaker con una breve presentazione in merito all’approccio Lean Construction applicato agli ospedali.

Non sono un esperto della costruzione di ospedali, tuttavia l’esperienza di cantiere, la conoscenza dell’approccio lean, le tante letture e il mio network internazionale mi hanno permesso di avere argomenti sufficienti per lasciare un messaggio chiaro a medici e professionisti della sanità.

Per tutta onestà, devo ammettere di provare una sana invidia per un settore – quello della Sanità – che ha già organizzato il suo primo Congresso Italiano mentre nel nostro c’è ancora poco, forse solo un blog…

Fatto questo breve preambolo, ti starai forse chiedendo il perché mi sia sorta quella domanda iniziale.

Parlare a questo congresso – davanti a una platea appartenente a un settore dove il cliente (ovvero paziente) è il centro di tutto – mi ha aperto la mente.

Ho maturato così delle riflessioni sull’importanza che rivestono i clienti affinché il percorso di trasformazione del settore delle costruzioni venga accelerato, magari anche seguendo i principi che la lean ci propone.

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Queste riflessioni le voglio condividere qui con te.

 

I cantieri e lo sbarco sulla luna

Quando penso ai clienti, mi vengono in mente quasi tutti quelli che ho incontrato in questi quasi venti anni di lavoro.

E sono facilmente catalogabili in due macro categorie:

  • Clienti esigenti
  • Clienti non esigenti

A differenza di quanto si possa pensare, i risultati finali e le soddisfazioni – personali ed economiche – sono maggiori quando si ha a che fare con il primo gruppo di clienti.

Attenzione: con “esigenza” intendo la pretesa da parte del committente che il lavoro venga “veramente” eseguito a regola d’arte, ovvero nel migliore dei modi cercando allo stesso tempo anche di ridurre i tempi prestabiliti.

Come si può spiegare questo fatto, quasi contro intuitivo?

Avere a che fare con clienti poco esigenti porta al contrario quasi a rilassarsi, la soddisfazione non sempre arriva e l’eventualità che a fine cantiere rimanga qualche problemino o qualche strascico non è poi così rara.

Viceversa, con i clienti esigenti è necessario andare oltre le proprie competenze, trovare soluzioni diverse, fuori dagli schemi, innovative.

E dove c’è innovazione c’è opportunità di miglioramento.

Voglio fare un esempio un po’ azzardato ma dovrebbe rendere bene la riflessione che voglio condividere.

Se Kennedy non avesse annunciato che entro il 1970 l’uomo sarebbe andato sulla Luna probabilmente gli ingegneri che stavano lavorando sul progetto se la sarebbero presa con un po’ più comoda, per verificare che ogni virgola fosse al suo posto.

Invece, tutti sappiamo cos’è successo il 20 luglio 1969.

Quando viene fissato un obiettivo – anche molto ambizioso – ecco che le menti tirano fuori il meglio di sé per raggiungerlo.

 

L’obiettivo delle costruzioni

Torniamo un attimo a riflettere su quale è l’obiettivo di base del settore delle costruzioni:

Mettere a disposizione dei clienti finali un “prodotto” nel più breve tempo possibile, con il minor costo, un’elevata qualità e con una sostenibilità futura che consideri tutta la vita del “prodotto” stesso.

L’idea comune invece – che potremmo anche definire stereotipo – è che a una riduzione dei costi corrisponda ad una minore qualità.

Possibile che non sia più così? A quanto pare sì…

Le prime esperienze italiane sull’utilizzo del BIM (Building Information System) stanno dimostrando che è possibile.

Ne abbiamo sentito parlare a RE+Build 2018 a Riva del Garda dal prof. Di Giuda Giuseppe – con numeri alla mano – in merito alla costruzione della Nuova Scuola Primaria di Melzo.

Ed esperienze in paesi esteri dimostrano come un altro modo per rompere questo stereotipo è… l’implementazione dell’approccio Lean.

Domanda provocatoria:

“ma se i clienti non sanno che esiste l’approccio Lean come potranno cogliere l’opportunità di rompere questo stereotipo?”

È vero, non possiamo pretendere che i clienti conoscano l’argomento, ma è proprio su questo aspetto che i lettori interessati ai temi di questo Blog possono fare la loro parte per innovare il settore.

Così partiamo dall’assunto che tu sia un professionista che lavora per un grande committente, o per un General Contractor, e che ti fidi del fatto che ci sono dei benefici nell’approccio Lean.

La prima domanda che ti verrà automaticamente da porti è: “ok, ma da dove parto?”

Ah…se non sei ancora convinto ecco i primi post che potresti leggere a riguardo 😉

 

Da dove partire

La bellezza dell’approccio Lean è che non esiste un modo unico con cui avviare il percorso di cambiamento: non c’è un percorso uguale per tutte le organizzazioni.

Ogni azienda ha le sue caratteristiche e peculiarità, una propria cultura e l’avvio di un percorso Lean avviene solo dopo averli compresi attraverso un percorso di assessment (come ormai viene definito anche in Italia).

Un secondo aspetto che un cliente dovrebbe valutare è se avviare un percorso di trasformazione Lean a livello di progetto o a livello di organizzazione.

Che significa scegliere se partire da un punto preciso per poi trasferire l’esperienza a tutta l’organizzazione, oppure se lavorare a pioggia su di essa.

Una decisione come questa dipende certamente dalla dimensione dell’organizzazione.

Tuttavia, in un settore come quello delle costruzioni, l’avvio di un percorso Lean in un progetto specifico appare la soluzione più idonea.

Per i clienti più grandi intraprendere questo percorso è un investimento tutto sommato di minimo impatto sui costi se confrontato con i costi delle opere in sé.

 

Fattori critici di successo

Una volta deciso di avviare un percorso Lean, la riuscita e il successo del percorso di cambiamento dipende da quattro macro-fattori chiave:

  1. Cultura e comportamenti
  2. Aspetti commerciali
  3. Contratto
  4. Utilizzo degli strumenti appropriati per la specifica situazione

Ognuno di questi è composto diversi fattori che possiamo trovare nel documento CIRIA C728.

Di tutti quelli descritti, provo ad estrarne solo alcuni, quelli che hanno attirato maggiormente la mia attenzione.

 

Cultura e comportamenti

  • Il Top Management deve dimostrare un coinvolgimento genuino, non necessariamente “fanatico”, ma sincero;
  • Coinvolgere il Management Team a sviluppare e condividere il modello organizzativo, la visione, la mission ed i valori del progetto;
  • Scegliere un Lean Champion, ovvero qualcuno che sia abbia fatto un percorso di training più approfondito del resto del team, a cui asseg le redini del cammino lean.

 

Aspetti commerciali

  • Essere aperti e sinceri, ovvero non bluffare come i giocatori di poker tanto per capire le mosse degli altri;
  • Definire degli obiettivi di miglioramento con le società con cui si lavora nel progetto e monitorarli.

 

Contratto

 

Strumenti semplici e appropriati

  • Scelta e utilizzo degli strumenti più semplici possibili (keep it simple) che richiedono il minimo adattamento possibile;
  • Introduzione degli strumenti attraverso percorsi di coaching dedicati per permettono di rendere le persone operative nel più breve tempo possibile.

 

Piccola nota: con mio grande stupore e piacere, nella descrizione di quest’ultimo fattore viene menzionato lo strumento Go & See che nel post Gli Strumenti della Lean Construction avevo definito “camminata focalizzata”.

Go & See è la capacità di osservare cercando di essere “presenti” e di mantenere la mente il meno distratta possibile.

Una capacità che può essere sviluppata con la meditazione: è su questo punto che si intersecano crescita professionale e crescita personale.

Mi fermo qui, lascio ai più curiosi approfondire il tema da soli 😉

 

Conclusioni

Lean è semplice.

Si tratta di un modo intuitivo di ridurre gli sprechi da qualsiasi nostra attività, quando lavoriamo in modo collaborativo per migliorare un settore sostanzialmente fermo dal punto di vista dell’innovazione e della produttività.

Il settore delle costruzioni può essere cambiato grazie ad un lavoro comune, ma i clienti su questo obiettivo hanno un ruolo strategico.

Se non sono i Clienti a diventare più esigenti per ottenere un “prodotto” migliore, chi mai lo potrà fare?

Come detto, qui parliamo di una esigenza sana, che sprona le società ad innovarsi.

La strada giusta?

Scegliere un progetto, costruire un team che condivida una visione e un obiettivo comune adottando strumenti adeguati e semplici.

E chi percepisce la novità e la passione di utilizzare il BIM (Building Information Modeling) per innovare il settore, non può non restare contagiato anche dall’approccio Lean Construction.

Il futuro a piccoli passi sta arrivando.

Se ha un commento puoi scriverlo qui sotto.

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

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