Individuare le attività a valore aggiunto per eliminare gli sprechi

Valore aggiunto nella caccia agli sprechi

Parlare di sprechi non basta se non riesci a capirne il perché!

Nel post precedente ti ho mostrato i principali strumenti più efficaci nella Lean Construction, in questo ti spiegherò i concetti e la filosofia che vi stanno dietro.

L’obiettivo è mettere le basi per avviare un processo di miglioramento continuo, che deve avere delle solide radici di conoscenza.

Riprendiamo quindi i concetti che sono la base dell’approccio Lean che, per quanto possano sembrare ostici da metabolizzare, sono fondamentali da comprendere appieno.

Io, come sempre, cercherò di spiegarteli in maniera approfondita ma semplice, con esempi reali con i quali ti ci potrai rivedere.

 

Che cosa sono gli sprechi?

Riprendiamo con un concetto già analizzato nel post dedicato alla caccia agli sprechi.

Anche se quello dello spreco è un concetto intuitivo (tutti noi ne conosciamo la definizione e abbiamo ben chiari degli esempi concreti), come ho già avuto modo di scrivere, individuarne uno nel nostro settore non è così scontato.

Gli sprechi sono la fonte delle attività cosiddette “non a valore aggiunto”.

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Per capire di cosa si tratti e di quanto sia importante questa affermazione, è necessaria una breve digressione in merito al termine “valore”, perché è da questo concetto base che si parte nel percorso di trasformazione Lean.

E, come detto, lo farò con degli esempi reali.

 

VALORE & ATTIVITA’ A VALORE AGGIUNTO

Come abbiamo già avuto modo di vedere nella recensione del LibroLean#01 le tre rivoluzioni, esperti come Peter Drucker, Philip Kotler e Michael Porter hanno dato definizioni molto simili che convergono nel seguente significato:

Il valore è rappresentato dalle capacità di soddisfare le esigenze del cliente a un dato prezzo in un dato momento.

L’attività a valore aggiunto è quella specifica attività che trasforma il prodotto e che lo avvicina a quello desiderato dal cliente.

 

VALORE NELLE COSTRUZIONI

Proviamo a fare un semplice esempio di ciò che potrebbe essere valore per un cliente delle costruzioni.

Ipotizziamo che un cliente abbia bisogno di realizzare un muro al quinto piano di un edificio: a lui non importa quante persone servano per realizzarlo, l’importante sarà avere il lavoro eseguito nei tempi prestabiliti.

Se consideriamo che all’attività partecipano due muratori, un aiutante e due addetti con il compito di trasportare il materiale, possiamo affermare che l’unica attività a valore aggiunto sia data dai muratori perché materialmente lavorano alla costruzione effettiva.

Degli altri tre addetti in cantiere, l’aiutante può considerarsi necessario perché senza assistenza i due muratori non sarebbero in grado di realizzare il muro nei tempi previsti.

L’attività di questo addetto la possiamo definire:

  • attività non a valore aggiunto, ma necessaria

della quale non si può fare a meno e quindi indispensabile nell’immediato, ma sulle quali è possibile intervenire per ridurne l’impatto.

Immaginiamo inoltre – anche se è una forzatura – che pur avendo a disposizione un montacarichi, vengono impiegati due addetti che fanno le scale per portare i mattoni.

L’attività di questi addetti, o almeno uno dei due si può definire:

  • attività non a valore aggiunto e non necessaria

cioè eliminabile immediatamente perché sostituibile dal montacarichi.

Ripeto, si tratta di una forzatura, tuttavia utile per capire che le attività lavorative non hanno tutte lo stesso peso.

O meglio, non hanno tutte lo stesso valore inteso come capacità di soddisfare l’esigenza del cliente (nel nostro caso avere un nuovo muro al quinto piano).

 

IL CERCHIO DELLA PRODUTTIVITÀ

Studi diversi, in particolare nel settore manifatturiero, dimostrano che le attività a valore aggiunto sono generalmente tra il 20 ed il 30% delle attività totali!

In parole semplici si può affermare che la maggior parte delle attività svolte non creano valore reale per il cliente.

Verrebbe da pensare “beh, i nostri colleghi della manifattura sono proprio degli spreconi, noi delle costruzioni ci facciamo in quattro per dare del valore ai nostri cliente”.

Purtroppo non è proprio così.

Un’interessante analisi delle attività a valore aggiunto analizzate in cantieri di grandi dimensioni è riportata in questo articolo, e riguarda attività eseguite in Brasile.

Ecco di cosa si tratta.

 

VALORE VS. SPRECHI IN PROGETTI INFRASTRUTTURALI IN BRASILE

Tra il 2013 e 2014 cinque progetti infrastrutturali sono stati oggetto di studio al fine di valutare i possibili miglioramenti nei processi produttivi.

Nello studio sono state analizzate le attività in modo tale da categorizzarle e dividerle in tre categorie:

  1. Attività a valore aggiunto,
  2. Attività senza valore aggiunto ma necessarie
  3. Attività senza valore aggiunto, non necessaria.

Nello studio, queste ultime vengono definite come sprechi.

Per l’analisi sono state utilizzate due diverse tecniche: analisi multi momento e analisi cronometrica.

Con l’analisi multi momento sono state scattate delle fotografie a intervalli regolari, in seguito analizzate per comprendere le attività del personale addetto in ogni singolo momento.

L’analisi cronometrica invece prevede di registrare le diverse attività in cui è impegnato ogni singolo addetto nell’arco dell’orario di lavoro.

I cinque progetti, pur avendo caratteristiche diverse, hanno mostrato dati molto simil, rappresentati nei due grafici presi direttamente dall’articolo menzionato.

Il dato più importante è senza dubbio la media del 57% relativa alle attività senza valore aggiunto e non necessarie, ovvero i nostri famigerato sprechi.

 

Suddivisione-valore-attività

Le attività a valore aggiunto (verdi) sono state pari al 26%, mentre gli sprechi o attività senza valore aggiunto (rosse) sono state pari al 57%.
Valori peraltro in linea con i dati storici.

 

Comportamento-progetti

In questa seconda figura vediamo invece come il comportamento sia stato sostanzialmente identico per i cinque diversi progetti.

 

LE CAUSE DI SPRECHI COSI’ ELEVATI

Il prof. Lauri Koshela nel suo Application of a New Production Philosophy To Construction ha individuato tre cause come principali responsabili dell’elevata percentuale di sprechi:

  1. Progettazione
  2. Ignoranza
  3. Natura della produzione

La progettazione è alla base di tutto e quando un processo viene suddiviso in più attività, eseguite da specialisti diversi, le operazioni senza valore aggiunto aumentano automaticamente (ispezioni, movimenti e attese).

L’ignoranza è vista come non conoscenza dei processi produttivi, che vengono concepiti in modo non ordinario con un alto tasso di sprechi.

Infine troviamo i difetti e gli incidenti di percorso, che sono per definizione fonte di spreco, nei work-in-process, inevitabili perché generati dalla stessa natura della produzione in quanto tale.

 

CONCLUSIONI

Con questo post ci siamo focalizzati ancor di più sulle basi della Lean Construction, e l’abbiamo fatto puntando l’attenzione sulla differenza tra ciò che è valore e ciò che è spreco.

Tutti gli strumenti ed i principi della Lean Construction hanno come base comune la riduzione degli sprechi che, come abbiamo visto in applicazione reali, hanno mediamente delle incidenze molto alte.

Prenderne coscienza è il vero primo passo da fare, chiedersi cosa possiamo fare è invece il successivo.

E da questo punto (di ri-partenza) continueremo il nostro viaggio nella Lean Construction.

 

Davide Alesi

#ilfascinodellecostruzioni

 

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